Matrimonio gay. Ecco come fare!

In Italia la questione dei matrimoni omosessuali è da anni al centro di forti dibatti, ma ancora non si è riusciti a legalizzare l’unione fra due persone dello stesso sesso. Sempre più coppie organizzano il loro matrimonio all’estero, dove paesi come la Spagna, il Portogallo, l’Olanda, il Canada e il Messico, permettono tali unioni.
Lo stato e la società italiana tutelano solo il diritto all’identità di coppia classica, quella formata da un uomo e da una donna, spingendo di conseguenza sempre più persone dello stesso sesso a sposarsi in altre Nazioni.

Il paese più gettonato è il Portogallo, in quanto, dall’8 gennaio 2010 è diventato legale contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso. Gli uffici dove vengono effettuati i matrimoni si chiamano “Institutos dos Registos e do Notariado. Sempre più coppie ormai decidono di sposarsi in portogallo anche perchè il matrimonio è permesso tra persone di cittadinanza non portoghese e non residenti nel territorio nazionale.
Ma andiamo per gradi, ecco di seguito alcuni consigli utili:

Nozze Gay

Nozze Gay

– scegliere una città medio/piccola, perchè la pratica si istruisce in tempi molto più brevi.
– se sei italiano e vuoi sposarti in questo paese, dovrai presentare la copia del passaporto o della carta di identità;
– il certificato di nascita modello plurilingue formato europeo, da richiedere all’Ufficio anagrafe del comune di residenza;
– il certificato di capacità matrimoniale, rilasciato dall’Ufficio di stato civile del Comune di residenza;

Il certificato di capacità matrimoniale viene rilasciato dall’ufficiale di Stato Civile, solo dopo le pubblicazioni di matrimonio in Italia, però trattandosi di un matrimonio dello stesso sesso e quindi non contemplato dall’ordinamento italiano, questo documento non verrà rilasciato. Di conseguenza occorrerà farsi consegnare il diniego al rilascio del certificato di capacità matrimoniale, il quale, insieme ad un certificato di stato di famiglia, andranno tradotti in portoghese da un traduttore legalizzato dal tribunale e inviati all’ufficio portoghese.

Se il tuo futuro coniuge e comunitario o extra UE dovrà presentare i seguenti documenti:

– copia del passaporto;
– il certificato di nascita modello plurilingue formato europeo, se lo Stato di origine ha aderito alla Convenzione di Vienna, oppure il certificato di nascita tradotto e legalizzato presso la sede consolare portoghese nel Paese di origine, (se la persona è brasiliana non c’è bisogno della traduzione);
– il certificato di capacità matrimoniale, o copia del diniego al rilascio di tale documento sempre tradotto in portoghese e legalizzato, (per il Brasile non c’è bisogno di questo documento);

Nel giorno del matrimonio se nessuno dei due contraenti parla il portoghese e se il funzionario civile non parla

Unione dello stesso sesso

Unione dello stesso sesso

un’altra lingua compresa dalle due persone, dovrà essere nominato un interprete che deve essere richiesto quando si spediscono i documenti.
La documentazione va mandata via mail alla conservatoria, con allegate le eventuali richieste aggiuntive (quali, per esempio, la presenza di un interprete), mentre i documenti originali vanno consegnati direttamente all’Ufficio. Generalmente l’Ufficiale riceve i futuri coniugi due giorni prima per completare le ultime pratiche e mostrare la sala in cui si svolgerà la cerimonia.

Dopo l’accoglimento della richiesta di celebrazione del matrimonio, lo stesso ufficio comunicherà, su indicazione della coppia, la data in cui si svolgerà la cerimonia. I “nubendi” devono infine disporre di due testimoni ciascuno, sarebbe meglio che tu li portassi dall’Italia. I documenti e i nominativi dei testimoni possono essere comunicati direttamente in Portogallo nei giorni precedenti il matrimonio.

Sposarsi significa fare di due destini separati un unico “noi”, e il matrimonio dovrebbe essere un sogno che tutti si meritano di vivere. Quando finalmente il nostro paese farà un passo in avanti verso la civiltà e riconoscerà l’unione di due amanti di egual sesso, non ci sarà più bisogno di emigrare per raggiungere la felicità, “ma nell’attesa che venga quel giorno”, come cita una famosa canzone di Gigliola Cinquetti “, …… non disperare le alternative sono dietro l’angolo.